San Giovanni (Colori sociali: azzurro)

Fra tutte le sezioni nautiche scomparse il San Giovanni è indubbiamente la più importante assieme all'Avvalorati, un vero rione confinante con l'Avvalorati e il Venezia. Il club nautico era posto nelle vicinanze dello Scalo Regio e il Presidente fu, per molti anni il Prof. Carlo Severini, e Presidente onorario Costanzo Ciano. Anche se nel 1925 il San Giovanni partecipò alla gara della scia con Secondo Luperi che si classificò al terzo posto, è da attribuire la sua fondazione ufficiale nel 1927 anno in cui partecipò a tutte le gare per la prima volta: gara della scia con Secondo Luperi su "Veniero" primo classificato, nei quattro remi primo classificato su "Cappellini", e nei dieci remi secondo classificato su "Italia". Nel 1930 gli azzurri conquistarono il loro primo Palio nei dieci remi spezzando la "dittatura" del forte Borgo Cappuccini che durava da ben tre anni. Si scrisse su "La Gazzetta Livornese": "Non appena saputo del risultato il Rione San GIovanni si è imbandierato a festa ed i rionali si sono affollati nella sede del club nautico intonando canti di gioia e regalando applausi ai loro uomini finalmente vincitori sul Borgo; poi li hanno addirittura portati in trionfo". Nel giorno successivo si festeggiò fino a tarda notte con il rione pavesato a festa come non mai, mentre alcuni rionali si gettarono, vestiti, in acqua. Sempre nel 1930, il nove Settembre, con l'approvazione dell'Opera nazionale Dopolavoro, in occasione delle feste che furono tenute dal San Giovanni, fu disputata, per la prima volta, una gara di resistenza per gozzi a dieci remi e con percorso Meloria - Livorno: ".....quest'anno uno dei numeri del programma, - si scrisse su "La Nazione" - certo quello principale , costituito dalla gara "Meloria" ha acquistato un più vivo interesse perchè vuole essere la prova di rivincita del rione Borgo Cappuccini sul rione San Giovanni detentore per il 1930 del Palio Marinaro. E' su tale gara che s'imperniano infatti le discussioni degli appartenenti ai due rioni che soli combatteranno la dura contesa remiera; soli, con gozzi a dieci remi, quelli del Palio Marinaro, taglieranno le acque del mare per otto chilometri, che tanti ne occorrono fra la Torre della Meloria, punto di partenza, e lo Scalo Regio ove è il traguardo". La vittoria fu del Borgo Cappuccini. Nel 1933, dopo altri due anni di sconfitte, il San Giovanni si aggiudica il secondo Palio della sua storia. Prima della gara, Agide Carnevali, il mitico timoniere allenatore del Borgo, alla domanda di un giornalista che chiedeva chi avrebbe vinto il Palio, stringendo le spalle disse: "E' dura, San Giovanni corre forte". La gara fu accanita dall'inizio fra gli azzurri e i bianconeri, così come aveva predetto Agide. Gli eterni e irriducibili avversari si dettero battaglia fino all'ultimo respiro tanto che sul traguardo il San Giovanni fece registrare un vantaggio di 4/5 di secondo. Nel 1935 avvenne la storica fusione fra gli azzurri e i rossi del Venezia. Purtroppo non ci è dato da sapere perchè accadde, una delle ipotesi più probabili è forse quella che i due club nautici si unirono per contrastare la supremazia del Borgo cappuccini il quale, in quegli anni, cercò di "comprare" i più forti vogatori del San Giovanni promettendo loro addirittura le case. Con i nuovi gozzi che vennero consegnati prima della gara datata 1935 il Venezia - San Giovanni si classificò al primo posto con ben otto secondi di vantaggio sul Borgo. Questo lo storico equipaggio vincitore: Timoniere: Disma Magagnini, Renato Barbieri, Temistocle Nosiglia, Alfredo Nosiglia, Amleto Natali, Romolo Scola, Angiolo Volpi, Oreste Bitossi, Dario lavoratori, Antonio Colonnacchi, Leonetto cecconi. Tempo ufficiale 10' 02''. Posti da podio: I° classificato nella scia nel 1927 e nel 1930; II° classificato nella scia 1928 e 1929; III° classificato nella scia 1925; I° classificato nei quattro remi 1927 e 1929; II° classificato nei quattro remi 1930,1931 e 1933; III° classificato nei quattro remi nel 1935; I° classificato nel dieci remi 1930, 1931 e 1935; II° classificato nel dieci remi 1927 e 1931; III° classificato nel dieci remi 1932, 1934 e 1936.


San Giovanni 1927

Barriera Roma (Colori sociali verde amaranto)

Di questa sezione nautica, anche se partecipò per cinque anni al Palio Marinaro per gozzette a quattro remi, abbiamo pochissime informazioni in quanto in tutte le sue partecipazioni non riuscì mai a superare le batterie per accedere alle finali. I quotidiani dell'epoca infatti misero poco o niente in risalto i verdiamaranto ma, come si dice, l'importante è partecipare ed è anche grazie al Barriera Roma che oggi stiamo a scrivere la storia del Palio Marinaro. Il Barriera Roma, l'odierno Fabbricotti, partecipò al suo primo Palio nel 1952 e nel 1956 venne rappresentato per l'ultima volta. "La nostra cantina - raccontò Lidio Ageno capovoga dei verdeamaranto - si trovava sugli Scali Novi Lena e la dividemmo con il Borgo Cappuccini. Con i bianconeri infatti eravamo in buoni rapporti e con loro ci alternammo per gli allenamenti, le docce ecc. ecc. Spesso e volentieri - concluse Ageno - gli amici del Borgo ci facevano usufruire di una loro gozzetta per i nostri allenamenti". Il primo equipaggio del Barriera Roma 1952: timoniere Jacopo Mazzantini, Gianfranco Mussio, Marcello Nuti, Nunzio Perullo, Corrado Napoleone.


La gozzetta del Barriera Roma nel 1953

Origine (Colori sociali: bianco rosso)

Confinante con i rioni di Fabbricotti e Benci Centro, l'Origine fu, dalla prima metà dell'800, zona prevalentemente artigianale mentre nel'700 l'alta e media borghesia livornese vi fece erigere palazzine e villette circondate da bellissimi giardini. Nel rione possiamo ammirare la bella piazza della Vittoria sorta con la chiesa della Madonna del Soccorso nel 1836 e dove vi fu collocato, nel 1924, il monumento ai caduti della patria, opera eseguita da Mario Carlesi. Presente a sole tre edizioni, 1954, 1955, 1956, del Palio Marinaro l'Origine non centrò per due volte, 1954 e 1956, l'obbiettivo del dieci remi piazzandosi al secondo posto lottando accanitamente con gli irriducibili "chicchi di menta" dell'Avvalorati. Giorgio Sonetti, conosciuto nell'ambiente come ottimo timoniere e vincitore di innumerevoli gare, fece parte dell'equipaggio dell'Origine nel 1954; così raccontò: "Una cantina, in quegli anni, non l'abbiamo avuta la barca si ormeggiava sugli scali delle cantine senza avere un posto fisso. Dopo gli allenamenti ci si lavava buttandoci secchiate d'acqua addosso eppure in quelle condizioni sfiorammo la vittoria". Il tradizionale avversario dell'Origine fu l'Indipendenza tra le due sezioni nautiche infatti non scorreva buon sangue. "Sia noi che loro - ricordò Alberto Caprai ex vogatore dell'armo biancorosso lottammo per il primo posto senza mai riuscirvi. Ricordo che nel 1955 l'Indipendenza ci lanciò una sfida testa testa, in palio una cena pagata dall'equipaggio perdente al ristorante "Conti" di Montenero. Quella gara si doveva svolgere dentro il porto industriale con percorso di 2000 metri. Ci presentammo all'appuntamento ma di loro neanche l'ombra e non mantennero la parola data". Dopo il 1956 i biancorossi scompariranno delle competizioni marinare per ricomparire ufficialmente nel 1978 nel 1978 con denominazione: Magenta Origine. Posti da podio: II° classificato nel quattro remi 1954 e 1956.


L'equipaggio dell'Origine 1955