Giampiero Biscottino. Biscottino ardenzino purosangue nato al "Cerretini" nel 1935, con molto orgoglio, come dice lui, ha sempre vissuto in mare di pesca e così nei tempi passati si prese il soprannome di "Il pescatorino solitario". Chi lo conosce da molto tempo dice che è sempre andato a pesca con la forza delle sue braccia. Le sue caratteristiche di vogata, che sono ancora oggi percepibili, si possono vedere quando rientra all'ormeggio: si nota subito il colpo del remo che, pur essendo lento, entra in acqua fluido senza spruzzi, facendo avanzare in modo uniforme e senza oscillazioni la barca. Biscottino incomincia a gareggiare nella "scia" nel 1954 a soli 19 anni. E' un ragazzino molto giovane per questa specialità, mentre i suoi rivali, anche se pur anziani, hanno una forza ed un'esperienza da vendere. Esordisce con i colori del Venezia (Rosso/bianchi) perchè allora per l'ardenza correva Paolo Macelloni, vincitore del Palio nel 1951, anno della rinascita del remo livor- nese. Vince proprio al suo esordio battendo vogatori come Libero Sardelli del Pontino, Enzo Martinucci del San Jacopo, Aldo Sardelli del mercato, che finirono a pari merito mentre Paolo Macelloni è solo 5° a 35 secondi davanti ad Achille Bassini del Borgo Cappuccini. L'anno dopo bissa il successo sempre nel Venezia anche se l'Ardenza rispolvera quel Vero Catanzano, vogatore di grande forza, vincitore di ben 8 Palii Marinari anteguerra di cui 5 consecutivi. Ma come la legge dello sport vuole, il grande guerriero è ormai troppo anziano e nulla può fare contro un ventenne dal fisico felino come quello di Giampiero e per Catanzano quella sarà l'ultima sua gara. Biscottino su aggiudica la gara con 8 secondi di distacco su Aldo Sardelli del rione Mercato, 3° Mauro Sardelli del rione Pontino davanti all'esordiente Menotti Giorgini del rione san Jacopo, Vero Catanzano è 5° ed infine Piero Guerri di Borgo Cappuccini. Si dice che dopo la gara vinta Biscottino continuava ad andare sù e giù tra i Bagni Pancaldi e la diga della Vegliaia dimostrando alla gente che aveva ancora fiato e forza da vendere. Nell'anno 1956 passa al rione Ardenza "è il richiamo del sangue" diceva. Vince con 3 secondi di vantaggio su Giorgini del rione san Jacopo, A. Sardelli del Pontino San Marco, M.Mazzeranghi del rione Shangay, S. Dell'Innocenti per il Borgo Cappuccini ed infine M. Colombini del Venezia. Nel 1957 si ferma per il servizio militare, ritornando alla vittoria nel 58 fino al 1960, confermando così la sesta vittoria consecutiva. Siamo al Palio del 1961 alla partenza della "scia" il pubblico dimostra poco interesse alla gara, perchè ormai Biscottino è il padrone assoluto di questa specialità e nessuno pensa che un mito del genere possa crollare. Ma lo sport è crudele e tutte le favole sono destinate a finire e così accadde dell'incredibile: partenza al fulmicotone per la scia del Pontino che, passa davanti alle tribune lasciandosi dietro le spalle Biscottino, tra la gente incredula dell'evento; scoppia il pandemonio. L'eroe del momento è un novellino del Palio Marinaro: Alberto Disgraziati che, ha diseredato con lo stesso sistema colui che diseredò Catanzano. Andava su e giù per la Terrazza Mascagni con il padre e la sorella. Lo vedrete vincere per altri dieci anni, il mito Biscottino l'ha mangiato lui, diceva il padre alla folla additando il vincitore, e così fù. L'anno dopo Biscottino arrivò secondo, dietro Disgraziati. Per gli addetti ai lavori la sua carriera era finita. Nel 1966, facendosi convincere dal padre che abitava a Shangay, corse per quel rione, ma ancora una volta arrivò secondo dietro sempre a Disgraziati, vinse così la terza medaglia d'argento diventando l'unico vogatore di questa specialità ad aver corso per tre rioni differenti. Deluso del risultato rinuncia nel 1967. Nel 1968 cede alla richiesta dell'Ardenza e ritorna in gara. La gara fù molto contrastata e tirata fino all'ultima palata "diceva un cronista dell'epoca", ma poi Biscottino dovette cedere all'avversario di sempre. Ancora una volta è argento, la quarta ed ultima medaglia della sua carriera. Nel 1973 a 19 anni dal suo primo successo, saputo della rinuncia di Disgraziati, Biscottino ormai 38enne torna in gara e conquista la sua settima ed ultima medaglia d'oro davanti ad un vogatore che diverrà notissimo a Livorno: Fulvio Pacitto, maestro d'ascia, attore di vernacolo, conduttore di carrozze d'epoca e giri in barca turistici. Il ventiquattrenne Pacitto corre per i colori del Pontino S.Marco, contende la vittoria per qualche centinaia di metri, poi il vecchio leone da la zampata finale. Nel 1978 Giampiero Biscottino conclude la sua formidabile carriera al timone del Montenero nelle gozzette a 4 remi giungendo ultimo. Egli non è mai stato nell'ambiente del remo <<perchè non rende e vuole tanti sacrifici, diceva, ed io con il lavoro che faccio "il pescatore" vivo solo di quello che guadagno>>. In un intervista da me fatta nel 2007 gli domandai che ricordi provava delle gare remiere dopo tanto tempo? La risposta è stata: Ho passato i migliori anni della mia vita, ho vinto 7 medaglie d'oro e 4 d'argento; quando passavo prima della gara davanti alla Terrazza Mascagni, le urla della gente mi davano una carica che mi faceva remare come un dannato, perchè correre al Palio si provava una sensazione unica, era come sentirsi dentro il Colosseo contro i leoni. Erano tempi splendidi anche se era fatica; vogare mi sembrava una cosa naturale, sentivo le grida esultanti dei miei tifosi ed io ero felice. (articolo di Roberto Baronti)


Drappo delle vittorie dei Palii Marinari del 1954-55-56-57-58-59-60-61-62-63

Unico Marconcini. Unico Marconcini è nato a Cecina il 14 Marzo 1925. Sin da piccolo a lavorato con i suoi genitori nel panificio di famiglia. L'ATLETA:Nel 1948,  a 23 anni, grazie all’interessamento di Dante Secchi,ex “scarronzone” dell’otto dell’Unione Canottieri Livornesi, che in quel momento era l’allenatore di quella società, Unico cominciò la sua attività agonistica di canottiere. Risultati:
1949- titolo italiano juniores in otto fuori-scalmo a Castelgandolfo.
1949- titolo italiano ai Campionati del Mare a Santa Margherita Ligure.
Successivamente si cimentò nella specialità del  Canoè (singolo ) dove ottenne dei buoni risultati.
Assieme all’amici Pecchio (Canzio Vivaldi),  Fiorini,  Magherini ed  Armando Savi vennero chiamati a Varese per provare a formare l’otto per le olimpiadi di Helsinki, ma come spesso accade, quest’ otto non fu continuato con la formazione mista Varese- Livorno e alle olimpiadi partecipò solo la formazione con l’equipaggio formato solo da vogatori varesini. Unico partecipò anche ad alcune edizioni del Palio Marinaro con i colori dell’Ovo-sodo.  L’ equipaggio dell’otto dell’U.C.L. si divideva in due, quattro  vogatori salivano sul gozzo del  Venezia, gli altri quattro salivano sull’ Ovo-sodo). I risultati erano che arrivarono 1° Venezia,2° Ovosodo. L'ALLENATORE: Nel 1955 cominciò l’attività di allenatore all’U.C.L. dove favorisce la nascita della sez. canoa con l’allenatore Kaminsky Claudio. Blaho, tecnico della nazionale Ungherese di canoa, dove la canoa era ben conosciuta, nei primi anni sessanta, venne in  Italia per promuovere questo sport ed a Livorno parlò proprio con Unico, che per motivi di tempo, propose al kaminsky la guida  della sezione. Rimase all’U.C.L. fino al 1961. Nel 1962, proposto dal suo amico Piero Pagni, venne chiamato ad allenare una nuova società: il C.R.A.L. STANIC LIVORNO, dove allenerà equipaggi in 4 jole  8 fs, che vinsero gare nazionali. Nel 1965 a causa della chiusura dell’attività agonistica di diversi sport anche il canottaggio chiuse, ma  Unico non rimase  per molto tempo “disoccupato”,  venne chiamato ad allenare il G.S. VV.F. TOMEI di Livorno, la sez. del canottaggio,che fino a quel momento stentava a decollare. Con i suoi ragazzi che lo seguirono formò  subito degli equipaggi, sia per la nuova società che per il CUS Pisa, dove molti di quegli atleti studiavano. Molti atleti di quegli anni, finita la carriera agonistica, sono andati rimpinguare le cantine delle sezioni nautiche del palio marinaro ed alcuni di loro ancor oggi ricoprono, a vari livelli, cariche nella organizzazione. Inoltre Unico, che abitava nel rione di Shangai, alcune volte accettò di allenare il gozzo del rione, anche perché a bordo c’erano diversi suoi atleti che gli chiedevano aiuto per salvare il gozzo in quella stagione. Puntualmente il gozzo veniva salvato ed inoltre  si ottenevano anche ottimi piazzamenti  anche a ridosso dei medagliati. Tanti altri suoi ex atleti, divenuti allenatori di sezioni nautiche, andavano molto spesso a chiedergli consigli e lui, con molto piacere, rispondeva alle loro domande, oppure altri  venivano a chiedergli il “prestito” di qualche vogatore per rinforzare il loro equipaggio.  In quegli anni Unico, con un buon numero di atleti,  per i VV.F. Tomei , ha conseguito questi i risultati:
11 titoli di Campione d’Italia ( senior / junior)
1 titolo di Campione del Mondo junior
Ha fornito alla Federazione Italiana Canottaggio atleti che, con la nazionale, hanno partecipato a gare internazionali e Campionati del Mondo ( junior, under 23 ed assoluti ) ed atleti hanno partecipato alle Olimpiadi. L'OTTO: Quello che si può dire di Unico è che per lui l otto era una “cosa sacra”, su quella barca non voleva scherzi; tanto è vero che pur avendo avuto sotto di sé atleti validi difficilmente si è lasciato convincere a formare quella barca. A memoria si  ricorda che  in 29 anni   al gruppo sportivo dei  Vigili del fuoco, Unico l’otto lo ha fatto  solo due volte. La prima nel 1972, dopo che l’Accademia navale aveva sfidato l’otto dei VV.F. sullo Scolmatore, durante una regata regionale. Vinse nettamente l’otto di Unico. La seconda nell’estate del 1994. In quell’estate afosa, stranamente Unico propose di formare un otto con i ragazzi giovani. lo volle a tal punto che a suo figlio Marco toccò andare a Piediluco, il 14 agosto, a ritirare un otto prestato dalla FIC, concesso gentilmente dal presidente Romanini e con l’aiuto di Piero Bolognesi presidente reg.le della F.I.C. Toscana. In quei giorni Unico diceva a suo figlio Marco “  portali fuori, falli vogare come ti ho insegnato e vedrai che   sorpresa ti farò il primo di ottobre”. (data dei campionati italiani junior a Milano). Il 1° ottobre, mentre l’equipaggio scendeva in acqua per affrontare la finale, Unico che seguiva la gara da casa sua in  diretta tv, moriva e  non riuscì a vederla. I suoi ragazzi, fra i quali c’era anche suo nipote Francesco al carrello n° 1, in  un solo  mese di allenamento con quella barca,  riuscirono ad arrivare quarti, ma a pochi decimi di secondo dalla medaglia d’argento, dopo un entusiasmante serrate finale. (Articolo del figlio Marco Marconcini).